CHI SIAMO | ROAD

CHI SIAMO

ROAD, dove l'innovazione si fa strada

ROAD è il punto d’incontro per l’innovazione sostenibile, un ecosistema imprenditoriale aperto che aggrega pubblico e privato per disegnare la strada verso il futuro.

L’obiettivo di ROAD è quello di proporsi come un luogo accessibile e inclusivo, una fucina di talenti dove sviluppare soluzioni innovative per un futuro sostenibile.

MISSION

ROAD è un «open-air lab», una rete di imprese capace di aggregare pubblico e privato (corporate, PMI, istituzioni, università, startup e centri di ricerca) nella quale sperimentare tecnologie in modalità agile generando un processo di cross-fertilization in ottica di filiera integrata.

VISION

ROAD vuole creare un hub dell’innovazione sostenibile nella città di Roma, un ecosistema imprenditoriale aperto e inclusivo capace di attrarre soggetti pubblici e privati, creando una catena del valore e diventando punto di riferimento per eventi, attività di education e luogo di sperimentazione creativa. ROAD vuole essere uno spazio aperto, accessibile e inclusivo, una fucina di talenti, un centro di conoscenza e ricerca avanzata, nonché un aggregatore di comunità. Si presenta come un playground dove ingegneri, designer, scienziati naturali e sociali possono collaborare per sviluppare insieme soluzioni concretamente orientate verso un futuro sostenibile.

Il Colosso di ferro

L'ex Gazometro di Ostiense è un un vero e proprio "Perimetro dell'Innovazione", inserito nel 2020 dal Guardian tra i quartieri più promettenti d'Europa, si sviluppa su una superficie complessiva di oltre 12 ettari. In questo contesto architettonico di storia industriale, Eni sta procedendo al costante recupero delle aree industriali e alle opere di bonifica, lavorando affinché questo perimetro diventi uno spazio di laboratori, progetti, start up. Un'area di innovazione che si occupi di studiare, sperimentare e realizzare proposte tecnologiche applicate all'energia nuova, non emissiva, sviluppando nuovi modelli di business e filiere imprenditoriali.

Storia del polo tecnologico

Le strade che convergono a Roma non attraversano solo lo spazio, ma anche il tempo. Passato, presente e futuro si incrociano in un punto ben preciso della città eterna: l’area dell’Ex Gazometro Ostiense.

Qui il passato è ancora ben visibile nei resti di quello che, per circa mezzo secolo durante il ’900, è stato il fulcro energetico della Capitale. Negli impianti e negli stabilimenti oggi in disuso affluivano treni carichi di carbone dal quale veniva estratto il gas che alimentava la città. Nel 1909, su volontà del sindaco Ernesto Nathan, venne edificato il Gazometro assieme allo stabilimento del gas, futura sede di Italgas. L'imponente struttura metallica del Gazometro fu assemblata tra il 1935 e il 1937 dalla società genovese Ansaldo. Accanto al cilindro principale, vennero eretti altri tre gasometri, ognuno con una sua destinazione: uno fu convertito in un impianto per la riduzione della pressione del gas, un altro divenne un edificio tecnico che ospitava una centrale termica e spazi di stoccaggio, mentre il terzo fu trasformato in un parcheggio multipiano. 

Dal 2006 l'area circostante il Gazometro ha intrapreso un importante percorso di rigenerazione urbana e recupero. In quell'anno, il Comune di Roma, in collaborazione con Eni, avviò uno dei primi progetti di valorizzazione dell'area con la realizzazione dell'opera d'arte "Luxometro". Questo intervento di riqualificazione ha trasformato il Gazometro da simbolo industriale a icona culturale e artistica della città di Roma.

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